L’arricchimento progressivo dei nutrienti nelle acque (principalmente sali minerali di azoto e di fosforo) stimola direttamente la produzione vegetale (fitoplancton e macrofite). Il processo biologico che ne deriva è l’abnorme sviluppo di biomasse vegetali che, non dominate nel loro evolversi dall’uomo, sono responsabili di consistenti mortalità, per anossia notturna, della fauna acquatica nelle acque interne, lagunari e marine. Le micro-alghe, che conferiscono all’acqua una colorazione verde intenso, producono delle sostanze estremamente tossiche per gli animali e per l’uomo. Queste tossine agiscono sul sistema nervoso, il fegato, i reni, l’intestino e la pelle.

Le filiere di produzione dell’acqua potabile possono essere perturbate così come le attività turistiche e balneari. Le fioriture algali e successivo collasso, la decomposizione della materia vegetale morta, accumulata sul fondo, provoca un abbassamento spettacolare del tasso di ossigeno (O2) disponibile nelle acque profonde e libera ammoniaca (NH3) con conseguente mortalità di ogni forma di fauna acquatica. L’eutrofizzazione ha dunque inizio con una proliferazione anormale di certe alghe e macrofite e termina con l’asfissia e la distruzione dell’ecosistema acquatico.

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